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Eva Riccobono:”I ricci di mare? Un amplesso per alimentare” per IO DONNA – Giuseppe Di Piazza

Eva Riccobono:”I ricci di mare? Un amplesso per alimentare” per IO DONNA

Eva Riccobono: “I ricci di mare? Un amplesso alimentare”

La top model e neo attrice sarà  la madrina della 70.a edizione della Mostra del cinema di Venezia. Ma la sua vera passione è la gastronomia. Sia quando cucina, sia quando si siede a tavola. Le immagini. Il video del backstage. L’esordio su Io donna

di Giuseppe Di Piazza

Guardando Eva Riccobono, l’ultima cosa che ti verrebbe in mente è che questa eterea ragazza, alta come un palmizio e bella come una madonna rinascimentale, sia in grado di affondare i suoi dentini nella testa di un polpo appena bollito. Invece è così, e lo fa pure con un certo godimento. Eva è donna carnale, terrestre, anzi di mare. Il sangue palermitano ha avuto, nella formazione della sua identità , un chiaro sopravvento sulla parte tedesca, rappresentata da una madre che ha tirato su, all’ombra di Monte Pellegrino, un nugolo di figlie. L’ultima è lei, trent’anni, dell’Acquario. La top model più bionda che l’Italia abbia mai prodotto debuttò in un servizio fotografico proprio con Io donna, nel 2001. E ora è un’attrice appena premiata con il Ciak d’oro per Passione sinistra e madrina della prossima Mostra del cinema di Venezia, edizione numero 70, roba da far tremare i polsi.

Che cosa ti viene in mente se dico la parola Lido?
Ansia. Allo stato solido.

Hai preparato il discorso che farai la sera dell’apertura, il 28 agosto?
Me lo chiedono tutti. No. Qualcuno s’è pure offerto di scrivermelo. Grazie, preferisco fare da sola.

Posso darti un suggerimento?
Prego, ascolto tutti.

Se vuoi entrare nella storia, vai lì sul palco, fai un bel discorso in tedesco, che poi è la tua seconda lingua, e alla fine ringrazi il direttore del Festival di Berlino per l’opportunità  che ti ha voluto offrire.
Ottima idea, una performance che mi stuzzica. sarebbe perfetto per me: io mi sento un’attrice comica, a cui piace scombinare le situazioni.

Vuoi forse lanciare un messaggio dal palco?
Ti sembro Miss America? Una che va lì su a dire che vuole la pace nel mondo? Per chi mi hai preso?

(L’intervista si svolge sul set dove si sta scattando la copertina di Io Donna che avete in mano. Una stylist ci interrompe con delicatezza, chiede qualcosa a Eva su un vestito che potrebbe indossare a Venezia. Lei sveste i panni della comica e diventa immediatamente super professional: «Credo che si debba trovare una coerenza» teorizza. Poi si dilunga in dettagli di stile. Penso che sarebbe per- fetta nel ruolo di Un angelo veste Prada, semmai lo si volesse girare).

A proposito, hai pensato a che cosa indosserai nei giorni del Lido?
Vorrei vestire italiano, anche giovani stilisti. Ci tengo. Non è un palcoscenico per me, io sono solo uno strumento: so che il mio posto sarebbe potuto andare ad attrici con un curriculum più importante del mio, ma visto che la scelta è caduta su di me, mi metto al servizio della Mostra e del nostro Paese.

Sei cresciuta a Palermo in una famiglia mista, poi a Milano, quindi a New York e ora daccapo a Milano. Ti hanno scoperta Dolce e Gabbana, sei stata fotografata dai più grandi del mondo, hai sfilato per le maison più importanti. Di te si scrive che sei una top e ora un’attrice. Ma io so che la tua vera identità  è un’altra.
Spara.

Tu in realtà  sei una cuoca.
Ah. Pensavo peggio. A me cucinare piace da morire.L’hosempre fatto. Anche con un certo rischio (e tira su la maglietta oversize, scoprendo il ventre). Guarda qui. Un’ustione da orecchietta! (il dito affusolato, elegante come un abito di Ferrè anni ottanta, indica un’ustione circolare quattro dita a ovest dell’ombelico).

Com’è successo?
È saltata fuori dalla pentola mentre bolliva, io ero a pancia di fuori…

Ti ricordi una vera gioia legata alla cucina?
New York, primi anni Duemila. Ero diventata una star tra i miei amici. Mi chiamavano in tutte le case, volevano che facessi sempre la pasta con i broccoli “arriminati”, impazzivano davvero (piatto tipico palermitano, con cavolfiori, cipolla, pinoli, uva passa, etc: confermo, si può impazzire). E poi io so fare la spesa. ho sempre saputo farla, sono stata educata bene, in una famiglia che ha l’orto, che fa lo yogurt in casa. so scegliere la frutta, le verdure, il pesce…

… gli uomini?
C’è solo Matteo, da nove anni. Una storia vera (Matteo Ceccarini, 42 anni, raffinatissimo sound designer, cioè costruisce tappeti musicali per eventi che possono andare da una sfilata di moda alla nascita dell’universo).

Facciamo un gioco gastronomico-esistenziale. Io dico una parola e tu la traduci in un cibo.
Ci sto. sono perfettamente convinta che siamo quel che mangiamo.

Si parte: amore.
Ricci di mare mangiati con il cucchiaino, accompagnati da un bicchiere di vino bianco. Praticamente un amplesso alimentare.

Amicizia.
Pasta con i broccoli arri- minati, ti ho già  spiegato perché. Dolore. La cacciagione. Non ho mai mangiato in vita mia neanche il coniglio…

Conoscenza.
Lo chardonnay siciliano. Con un bicchiere di vino si fa conoscenza, si parla, si dicono cose vere.

Gioia.
Una prugna succosa appena colta dall’albero, mangiata in giardino.

Immaginavo rispondessi: la cassata siciliana.
Non amo i dolci, mi spiace.

Hai mai inventato un piatto?
Certo. Mi appaiono nella mente come un’illuminazione. L’ultima è lo spaghetto al limone con uovo di salmone. Ti do la ricetta?

No, preferirei provarli.
Okay, ma tu cosa cucini? Ti invito solo se facciamo una gara (e ride).

(IoDonna 12 agosto 2013)