I RIS e CSI – editoriale per Sette

Nella cosmogonia perfetta del commissario Montalbano, il maestro Camilleri ha inserito anche una stella di minima grandezza: il dottor Arquà  capo della scientifica di Montelusa. Un personaggio che Salvo Montalbano disprezza per pedanteria e mancanza di umanità . Avendo amato per anni CSI, mi sono sempre chiesto perché il Maestro avesse voluto concentrare in un funzionario della scientifica tanta negatività . A Las Vegas, Gil Grissom e la sua la squadra sono l’esatto contrario di Arquà : un amabile impasto di genio e umanità , di intuizioni e rigore. Direte: Montelusa è molto diversa da Las Vegas, per esempio non ci sono i casinò, e questo è vero. Ma perché accanirsi contro un uomo che non interroga altri uomini, ma capelli e macchioline di sangue?

La verità , leggendo la bella intervista di Fiorenza Sarzanini al comandante dei Ris di Roma, è che gli investigatori di siffatta pasta fanno paura. Il colonnello Ripani confessa infatti di non volere mai, dico mai, incontrare di persona né i presunti colpevoli né le vittime. Una scelta fatta per non influenzare le indagini che devono svolgersi nell’assoluta purezza dell’ambito scientifico: un capello per loro è nient’altro che un capello, una formazione composta da radice, fusto e Dna; niente a che vedere con quella testa bionda sulla quale una mano affettuosa si poggiava, carezzandola. In questa scelta gelida risiede la forza dei Ris e di quanti, nella realtà , agiscono con le armi del ragionamento. Persone ammirevoli, e forse spaventose: quanti di noi saprebbero tenere rinchiusi in modo così rigido i propri sentimenti, le proprie emozioni? L’obiettivo spesso si raggiunge, d’accordo, ma a quale prezzo? A quanta passione si deve rinunciare?

22 luglio 2011