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“Romanzo civile” di Giuliano Saladino – Recensione per il messaggero, 2000 – Giuseppe Di Piazza

“Romanzo civile” di Giuliano Saladino – Recensione per il messaggero, 2000

NASCERE a Palermo è un privilegio consentito dal caso; restarvi, una scelta: ora coraggiosa, spesso obbligata, talvolta insana.
Giuliana Saladino scelse Palermo, essendovi nata, e ne fece ragione intima e diario pubblico. L’odore fresco dei vicoli, in lei, giornalista e comunista, anzi, comunista e poi giornalista, non ebbe la forza del sortilegio che può avere sul viaggiatore: sapeva, Giuliana, che in quei vicoli abitava la classe (marxianamente parlando) che non voleva cambiare o che, semplicemente, non ne aveva la forza.
Come ci si può lasciar ammaliare dal proprio carnefice, da chi non capisce la necessità  del Nuovo, del Giusto, del Domani? Registrando la distanza (forse la sconfitta) Giuliana Saladino refluì lentamente verso la sua terrazza che odorava di gelsomini, e lì nelle lunghe estati siciliane degli anni Settanta riunì sera dopo sera quella che scherzosamente chiamava la “segreteria”: lei, Marcello Cimino, detto Mars, e Lillo Roxas. Marcello, storico e giornalista de L’Ora, era il marito di Giuliana, Roxas l’amico di una vita, il compagno di lotta e di parola, l’amico spiritoso capace di metabolizzare irosamente, giocosamente, l’Urss, la riforma agraria, il ’68, la vela, l’esistenza.
Romanzo civile è la storia postuma di questa amicizia a tre, un libro terribilmente crudo, intelligente, doloroso, tessuto di un amore e di una sofferenza enorme: perché la malattia — sociale, politica — può far male e uccidere più del cancro, quel carcinoma mediastinico che colpisce Roxas, «il nostro Rocchi», fino a spingerlo al gesto socratico, senza commiati, senza lacrime. La cicuta, nel maggio dell’80, fu un dosaggio perfetto di farmaci per sottrarre il corpo all’agonia, accompagnandolo nel sonno. Nella prefazione, Marcello Sorgi, direttore de La Stampa, ricorda quei tre intellettuali oggi scomparsi che conobbe ragazzo, amici di famiglia, e tra le righe asciutte si avverte la commozione della memoria, l’omaggio puro. Sentimenti del tutto comprensibili, di fronte a un testo che sarebbe d’obbligo nelle scuole di laicità , se solo esistessero.

Giuliana Saladino
«Romanzo civile»
Sellerio editore
(La Memoria), 15.000 lire