Il ministro dei rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha mandato alcuni sms dal suo telefonino, destinati a un certo numero di suoi amici, elettori del Pd. Nell’sms segnalava per le prossime elezioni di Roma la propria compagna, Michela Di Biase, candidata giustappunto del Pd. Questa vicenda è stata presa di mira da Beppe Grillo sul suo blog, come esempio di cattivo uso del potere. Ecco il testo dell’sms messo sotto accusa dal leader di M5S: “Caro xxx, se voti a Roma posso proporti di dare la preferenza a Michela di Biase, la mia compagna, che si candida in consiglio comunale? Dario”.
L’unico “scandalo” che potrebbe celarsi in questo sms è il costo dell’invio. Se il cellulare fosse di Stato, non si spiegherebbe perché un ministro debba fare a spese nostre campagna per una parte politica. Ma lo stesso Franceschini ha chiarito che il cellulare da cui sono partiti gli sms è suo, del tutto privato. Resta quindi soltanto un chiacchiericcio, figlio di questi tempi pericolosamente populisti: più che vaffa, fuffa.