di GIUSEPPE DI PIAZZA
“I meridionali, in molti casi, sono inferiori”. Non siete d’accordo? Vi sembra un’affermazione razzista? Pazienza: in Italia si può dire e non è reato. La riprova è che Vittorio Feltri, giornalista di razza oggi ottantenne, dopo averlo affermato in tv più volte, è stato assolto dall’accusa di istigazione all’odio razziale. La sentenza, pronunciata “perché il fatto non costituisce reato”, si basa su quanto scritto nell’articolo 604 bis del Codice Penale: e cioè che perché ci sia odio razziale, i bersagli devono essere una razza, una nazione, un’etnia o un gruppo religioso. E i meridionali non rientrano in nessuna di queste quattro categorie. Quindi, via libera all’accusa d’essere, “in molti casi”, inferiori.
Facendo un passo in più si potrebbe dire che, “in molti casi” o in alcuni casi, qualunque regione, qualunque parte del Paese, qualunque razza, qualunque etnia, qualunque confessione religiosa può essere “inferiore”. Provate a dire che non è vero.
Ma qui non si tratta di fare classifiche di superiorità, si tratta di capire perché Vittorio Feltri, andando in tv o scrivendo sui giornali, senta il bisogno di togliere i filtri della cautela al proprio pensiero. Il motivo è presto detto: perché Vittorio, dall’alto dei suoi 81 anni e dei successi che ha ottenuto in una vita da direttore di giornali, non ha nessun motivo per edulcorare i propri giudizi. Dice quel che pensa, e lo dice “in molti casi” con una brutalità che salta agli occhi in un mondo fatto di politicamente corretto, di cancel culture e di woke. I suoi giudizi – “in molti casi” sessisti e razzisti – sono per lo più non condivisibili (da me e da molti altri), delicati come un pugno in occhio, se non peggio. Ma resta il fatto che il modo in cui Feltri esprime il proprio pensiero – grazie anche alla franchigia ottenuta dall’età – è straordinariamente netto.
Ecco qui di seguito un insieme di sue affermazioni – ripeto: da me non condivise – prese da giornali o dal suo account di Twitter/X. Un modo per abbozzare una fenomenologia del Feltri 2024.
Salis e i calabresi
Feltri descrive così il look di Ilaria Salis in occasione del suo esordio a Bruxelles. “Una cameriera di Catanzaro: la cosa più bassa che si possa immaginare. Dal vestito spuntano due belle gambotte robuste, da atleta, ma il resto è inguardabile”.
Procreazione e omosessualità
Polemizzando con i gay: “L’ano, per quanto rispettabile, non ha mai procreato”
Insulti a Veronica Gentili
“Povera Veronica Gentili, sembra isterica, sembra balorda o forse lo è, smetta di bere“
Fini / E io non posso dire frocio
Commentando la sentenza di assoluzione per il giornalista Massimo Fini, che definì Berlusconi in vari articoli “delinquente, terrorista, pregiudicato, malavitoso”, Feltri non si capacita del perché verso l’ex Cavaliere sia consentito utilizzare certi termini “e io non posso dire liberamente la parola frocio”.
Fini / Conte e i terroni
“Come mai si assolve Fini per certi termini, mentre a me hanno rotto tantissimo le palle perché ho scritto che nel governo Conte prevalevano i terroni?”
Francesi sporchi
“Detesto i francesi che sono sporcaccioni. Basti pensare che non usano e non dispongono del bidet. Che schifo. Si puliranno con la carta vetrata”.
Papa Francesco e l’omosessualità
“Non capisco dove sia lo scandalo se il Papa definisce froci gli omosessuali. Ormai siamo ridotti a fare la guerra al vocabolario”.
Il Ramadan non va preso sul serio
“Il Ramadan è una scemenza che noi civili ed evoluti non consideriamo. Gli islamici lo celebrino a casa loro e non pretendano che noi lo si prenda sul serio”.
Femminicidi e omicidi
“Giustamente diamo risalto, scandalizzati, ai femminicidi, e sorvoliamo sugli omicidi che sono il triplo dei primi. Se muore una donna ci rammarichiamo, se muore un uomo chissenefrega”.
Ucraini arrendetevi
“Gli ucraini non hanno ancora capito che è meglio cedere alla Russia che morire ammazzati”
I comunisti e i giornali
“Avevo fama di anticomunista. In realtà, a me le idee politiche altrui interessano meno delle mie, però nella carta stampata dettavano e dettano legge. Chi non è di sinistra, o almeno a sinistra non pende chiaramente, viene osteggiato”.
Aforisma/Divorzio
“Quando due coniugi si separano di solito la colpa è di tutti e tre”
Aforisma/Giornalisti
“I giornalisti italiani sono i più liberi del mondo di attaccare l’asino dove vuole il padrone”.
Le donne e il conto
“Fateci caso. Le donne non pagano mai il conto al ristorante, rivendicando così la loro inferiorità rispetto agli uomini. Le signore ti amano finché le riempi di soldi, poi ti lasciano”.
Bella Ciao, una boiata
“Al Festival di Sanremo hanno cantato Bella Ciao, senza rendersi conto che è una boiata pazzesca. Infatti recita: …mi seppellirai lassù in montagna sotto l’ombra di un bel fiore. Ma non esiste un fiore che faccia ombra”.
Dalla parte degli animali
“Chi tortura gli animali merita di essere castrato con la tenaglia, e se è femmina deve sposare un islamico duro e puro”.
Emigranti e invasori
“Insistono a chiamarli emigranti, in realtà sono invasori e come tali andrebbero trattati”.
Il gioielliere assassino
“Il gioielliere che abbattuto due banditi violenti entrati nel suo negozio è stato condannato a 17 anni di galera. Assurdo. Il commerciante andava premiato per aver freddato due delinquenti e non persone per bene”.
Giambruno e il tram
“Andrea Giambruno, compagno della Meloni, è stato attaccato da Striscia solo perché ha rivolto un complimento a una brava giornalista. Invece di attaccare lui si attacchino tutti al tram. Amen”.
Le arie della Schlein
“La segretaria de Pd si dà tante arie perché è lesbica”.
Gennaro Sangiuliano superstar (nel 2023)
“Sangiuliano è il miglior ministro della cultura di tutti i tempi. Bravo Giuliano sono orgoglioso di te”
Dico quel che mi pare
“Io non sono succube di nessuno. Interrogato in tv rispondo quel che mi pare sempre”.
Gli stralci che avete letto sono tratti in maggioranza dall’account Twitter di Feltri che è seguito da quasi 550 mila persone. Altre sue frasi sono prese da ritagli di giornale e agenzie di stampa.
Vittorio Feltri, bergamasco, 81 anni, ha cominciato da sua carriera giornalistica a Bergamo per poi passare a Milano (La Notte, Corriere d’informazione, Corriere della Sera). Ha diretto l’Indipendente, l’Europeo, il Giornale, e ha fondato Libero. Ogni sua direzione è stata contrassegnata da un grande successo di vendite.
Si può non essere d’accordo con quasi tutto (se non tutto) quel che scrive, ma gli va dato atto che è uno dei pochi commentatori italiani che dice quel che gli passa per la mente, senza mai autocensurarsi. Un bene? Un male? Ognuno è libero di pensarla come vuole.
© GIUSEPPE DI PIAZZA 2024