Ieri è andata online su Corriere.it la mia intervista video con Melissa P. autrice dieci anni fa del best seller “Cento colpi di spazzola”. L’intervista ha avuto un discreto successo: è stata per 24 ore uno dei video più visti, molti altri siti l’hanno ripresa — soprattutto nella parte in cui la scrittrice dice di essere stata molestata da diversi giornalisti.
E sono fioccati i commenti. Alcuni davvero odiosi. Il lettore Vik373 (ovviamente nascosto dietro l’anonimato) arriva ad augurare in modo sgrammaticato a Melissa la morte: “Ha 30 l’autobiografia…. a 60 il necrologio. E vai!”.
L’invidia è una brutta bestia. Pensare che una ragazza abbia venduto due milioni di copie fa venire il sangue agli occhi a molte persone. Magari questo vigliacco di Vik373 non sa niente del libro, ma — come si dice a Roma — gli “rode” a prescindere. E vomita la propria cattiveria in pubblico, nascosto dietro uno pseudonimo.
Sul web, come spesso ci ricordano molti blog e molti commenti anonimi sui siti dei giornali, una delle più diffuse attività è proprio insultare il prossimo. Il tema oggi è stato trattato con molta intelligenza da Maria Laura Rodotà , una bravissima giornalista che da dieci anni, è il caso di dire coraggiosamente, su Corriere.it modera il suo forum (avanti pop).
La sua proposta provocatoria — rivolta a tutti i moderatori — è di pubblicare per un giorno su tutti i siti non i commenti civili, ma soltanto quelli incivili. Così che i troll — i violenti disturbatori che aggrediscono chiunque — possano comprendere la loro miseria. La proposta è bella, ma credo che i troll siano troppo stupidi per capire.