C’è un’Italia che, in un momento difficile, segnato da lutti e dolori, ce l’ha fatta. E’ quella dei nostri genitori e dei nostri nonni, che si ritrovarono con un Paese devastato dalla Seconda guerra mondiale e dalla guerra civile. Seppero rialzarsi e ricostruire tutto, dando così origine a quel sogno italiano chiamato “boom” e, successivamente, “made in Italy”. Questo è il Paese de “La Rinascita”, una grande mostra che si inaugura sabato 22 giugno ad Asti, grazie ad alcune istituzioni: il Comune, la Fondazione Cassa di Riparmio di Asti e Palazzo Mazzetti, una delle tre sedi espositive (le altre due sono Palazzo Ottolenghi e Palazzo Alfieri, quest’ultimo aperto per la prima volta al pubblico).
DALL’INDUSTRIA ALLO SPORT — “Gli anni anni che ho preso in considerazione — dice il curatore della mostra, il professor Davide Rampello — sono quelli che vanno dal ’45 al ‘70, anni chiave della nostra storia. Rileggerli può dare una speranza e un incoraggiamento all’Italia di oggi, colpita da una crisi epocale”. La mostra è organizzata in quinquenni, che tengono conto di arte, letteratura, cinema, design, produzione industriale, moda, fotografia, architettura, pubblicità , oggettistica, il tutto poggiato sui dati Istat riguardanti il costo della vita, e su una cronologia che ricorda ai visitatori — per dare un esempio — i nomi di chi governava, di chi vinse Sanremo e di quale squadra si aggiudicò lo scudetto. L’allestimento è curato dallo studio Cerri. Un ampio spazio è dedicato all’editoria, in ogni sua declinazione. Grosso è il contributo della Fondazione Corriere della Sera: dai quotidiani d’epoca alle copertine originali degli illustrati, dai libri-mito di Rizzoli e Bompiani al Corriere dei Piccoli.
«MUSICA» DI PAOLO CONTE — La parte musicale è dedicata a un astigiano di successo internazionale, Paolo Conte. le stanze sono ispirate a versi di sue canzoni, mentre un allestimento molto emozionale è quello dedicato al giorno in cui finì la guerra: alcuni abiti volteggiano sul soffitto azionati da meccanismi elettrici, mentre dagli altoparlanti viene diffuso l’annuncio che la guerra è finita, con in sottofondo “In the mood” di Glenn Miller. La voce è quella originale: la voce di Corrado Mantoni, in arte Corrado. Aveva 21 anni quando lesse l’annuncio che diede inizio a “La Rinascita” e a quello che oggi siamo. Asti — Palazzo Mazzetti, Palazzo Ottolenghi, Palazzo Alfieri — dal 22 giugno al 3 novembre 2013.
Giuseppe Di Piazza
19 giugno 2013 | 23:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA