Mondadori – Rcs, la Casa Editrice Unica e il sogno di Davide

La possibile acquisizione di Rcs libri da parte di Mondadori darebbe vita a un gigante italiano che deterrebbe il 40 per cento del mercato. Grandi marchi finirebbero in un unico calderone, che immagino la nuova proprietà  berlusconiana non abbia però alcuna intenzione di omogeneizzare. I manager bravi come Ernesto Mauri, oggi alla guida della Mondadori, domani probabilmente alla guida della Mondadori-Rcs, sanno perfettamente quanto sia importante offrire prodotti in sé diferrenti in modo da coprire le varietà  di richiesta. Che poi tutto ciò, nella sua differenza, faccia capo a un solo padrone, unificato, quasi monopolista, che importanza volete che abbia in questa nostra Italia un po’ far west?

Vediamo invece che cosa potrebbe accadere dopo la nascita del gigante.
La nuova grande Casa Editrice Unica ottimizzerà  i costi (si perderanno molti posti di lavoro nelle funzioni commerciali, di amministrazione, manageriali, di backoffice: statene certi) ma verrà  conservata gran parte della varietà  editoriale: Einaudi resterà  Einaudi, Bompiani resterà  Bompiani. Mentre Rizzoli e Mondadori, che già  hanno molto in comune, dovranno trovare spazi logici di separazione, così come Bur e gli Oscar. La scolastica è un tema a sé. Lì vinceranno le tecnicalità , e lì verranno ottimizzati molti processi.

Per quanto riguarda gli autori, il discorso è diverso. La Casa Editrice Unica ridurrà  sensibilmente gli spazi del mercato dei contratti: se finora Mondadori e Rcs si contendendevano un autore, domani non accadrà  più. Al massimo si potrà  combattere con il gruppo Gems o con Feltrinelli. Ma dentro, no. E questo porterà  inevitabilmente a una riduzione degli anticipi per gli scrittori.

Un’altra incognita della fusione, che alla distanza potrebbe favorire editori indipendenti come Gems o Feltrinelli è la scelta che alcuni autori faranno: succederà  che qualcuno di loro opporrà  la questione morale all’ingresso nelle scuderie di Silvio Berlusconi. E magari cercherà  rifugio altrove, portando in dote i suoi lettori. Potrebbe accadere.

Quel che invece difficilmente accadrà , anche se sarebbe un bel sogno, è che un gruppo di autori — non motivati da pruderie ideologiche, ma dal rifiuto ideale della Casa Editrice Unica — decidano di mettersi insieme per fondare un editore autonomo, che si avvantaggi di ogni beneficio che la tecnologia possa dare. Produrre libri, nell’era dell’ebook e dei centri stampa giganti, è molto meno costoso di prima. Certo, gli autori dovrebbero rinunciare agli anticipi favolosi, lavorare in revenue sharing, cercare investitori e manager editoriali dalla testa libera, editor desiderosi di rischiare, designer amanti della libertà , tutte preziose risorse che possano aiutarli a strutturare il sogno…

Sarebbe un sogno, è vero. Ma tra Davide e Golia, voi, per chi facevate il tifo?