1. Scelte tattiche altalenanti. Dall’inutile tique-taque orizzontale di Luis Enrique al 4-3-3 dogmatico di Zeman, all’ogni-volta-vedo-come-va di Andreazzoli
2. Una squadra spesso priva di carattere. Totti sempre voglioso, con intorno ragazzi che vorrebbero esibirsi in modo un po’ troppo velleitario. Il problema è nato nel dopo-Spalletti. Troppi secondi posti per mancanza di voglia di vincere
3. Delusioni di mercato: Balzaretti, Dodò, Piris, Destro… Senza parlare degli enigmi a soluzione autolesionistica di Goicochea e Tachsidis
4. I gioielli Osvaldo e Lamela a corrente alternata. Il centravanti non dà certezze alla squadra. Zeman stravedeva per lui, Andreazzoli lo evita.
5. Una proprietà e una dirigenza che hanno sbagliato lo sbagliabile: a partire dalla scelta degli allenatori passando dalla gestione del caso De Rossi
6. Il caso De Rossi. Un campione, quando riceve un’offerta stellare e la rifiuta, scegliendo il cuore, poi dal cuore pretende tutto senza più dare molto.
7. Totti trequartista. Stagione da ragazzo, record n.2 assoluto di gol in serie A , ma non gli si può affidare sempre il peso di ogni cosa.
8. Pjanic deludente. Il ragazzo ha buoni piedi, ma gioca a velocità ridotta. Anche quando sta bene. Forse sarebbe meglio venderlo
9. Destro non ancora pronto. Il centravanti ha buoni numeri, ma non abbastanza esperienza. Bisogna spettarlo, e l’infortunio non ha aiutato né lui né la Roma
10. Una squadra in prospettiva (Marquinos, Lamela, Pjanic, Florenzi, Destro), ma che avrebbe bisogno di un segnale positivo adesso.