Un filo lega ITunes con Nespresso: la perdita di qualità 

C’è un filo che lega iTunes a Nespresso. Non è una joint-venture capitalista, è un filo culturale, una scelta fatta da geniali uomini e donne di marketing, che hanno costretto le nostre abitudini a cambiare, ma in peggio.
Per chi ama il caffè, le cialde di Nespresso sono poco più che accettabili. Niente a che vedere con la qualità  delle miscele di arabica, robusta etc che ognuno di noi si confezionava; niente a che vedere con la qualità  di grandi caffè macinati italiani (da Illy a Kimbo, da Lavazza a Vergnano) che si possono comprare in pacchi da 250 grammi in ogni supermercato, risparmiando un sacco di soldi per ogni tazzina. Ma Nespresso sta vincendo. Lo scorso anno ha fatto un miliardo di euro (circa) di margini, conquistando definitivamente il mercato più prezioso, quello dei consumi veloci e facili.
Ecco, sono queste le due parole-chiave: veloce e facile. Nespresso lo è sicuramente, oltre che chic, glamour e molto Clooney e Damon. Ma il sapore del suo caffè, per gli intenditori, è al massimo da voto 6 in pagella.
Perché molti bevitori di ottimi caffè italiani fatti “all’antica” si sono convertiti? Per facilità  e velocità , ovvio. Se questo ha voluto dire il sacrificio della qualità , pazienza.
E vediamo adesso l’altro capo del filo, il nostro amato ed efficiente iTunes. Il software di Apple, che presiede a ogni iPod, iPhone, fa esattamente una cosa analoga: facilità  e velocizza. Prende la musica dei cd (formato wav), ricca di milioni di sfumature, e di default la comprime in mp3. Ogni milione di informazioni audio diventa, una volta compresso mp3, un po’ di migliaia. E così si perdono sfumature, ricchezze, note, profondità .
Ma è tutto così facile e veloce… Certo, se sentite un disco di vinile su un buon impianto o un cd inciso bene (questione decisiva), vi accorgerete che la musica è un’altra cosa rispetto a quella che ci spariamo negli auricolari, compressa mp3.
Anche in questo caso si è preferito sacrificare la qualità  alla velocità  e alla facilità .
Per chi come me è cresciuto con i vinili e con le macchinette del caffè, le due perdite sono davvero insostenibili.
Non sarebbe ora di smetterla e di riscoprire, quando possiamo, che cos’è la musica o che sapore ha un buon caffè? Senza bisogno di essere anti-modernisti o nostalgici. Solo per rispetto alla qualità  e ai piaceri della vita.