Gualtieri dice sì al termovalorizzatore, un tabù infranto (per fortuna di Roma e dei romani)

20 aprile 2022 – I tabù sono fatti per essere infranti. E oggi il sindaco Roberto Gualtieri ne ha polverizzato uno che da anni ostacola la vita civile. Lo ha fatto annunciando la nascita, in quattro anni, di un termovalorizzatore a servizio dei romani. Un impianto ancora più moderno di quello di Copenaghen, divenuto un mito per chi si occupa di vita cittadina.

La scelta di Gualtieri testimonia il suo forte senso della realtà, proiettandolo – con questa decisione – tra i pochi che hanno saputo, dal Campidoglio, imprimere una svolta all’intera città. Questo giornale richiede da anni la nascita di un simile impianto, da aggiungere a quello esistente dell’Acea (non sufficiente), per rendere Roma indipendente, capace di chiudere il cosiddetto “ciclo dei rifiuti” all’interno del proprio territorio, così come ci viene ordinato dall’Europa. Troppi sindaci in passato si sono invece sottomessi al giogo: niente impianti moderni dove smaltire l’indifferenziata, solo discariche (e poche) e tanta immondizia spedita costosamente in giro per l’Italia e per l’Europa per non far diventare periodicamente Roma a sua volta una discarica.

Infatti in questi ultimi cinque anni, a ripensarci, le due parole più ricorrenti nelle cronache cittadine sono state: emergenza rifiuti.

Ultimamente, per causa dell’aggressione russa in Ucraina e ai conseguenti venti di guerra che spirano sull’Europa, si è affacciata sulle nostre vite una nuova minaccia: la crisi energetica. Così, come lo stesso sindaco nota nel suo discorso all’Aula, la scelta di un termovalorizzatore assume oggi, per di più, un doppio, importante significato: non solo tenere pulita la città ma dare energia a 150.000 famiglie.

In conclusione al suo discorso di svolta (in campagna elettorale, sul tema, era sempre stato sfuggente se non contrario) Gualtieri dice ai consiglieri: “Voglio essere l’ultimo sindaco che dovrà trascorrere una parte significativa del suo tempo a trovare sbocchi costosi, precari, inefficienti e inquinanti in giro per l’Italia e per l’Europa, sottraendo risorse preziose alle tasche dei romani e alla qualità della pulizia”. Ha ragione, Gualtieri. E merita un plauso, soprattutto per il coraggio che ha mostrato nel distruggere un tabù scegliendo per Roma, e per la cronica emergenza rifiuti, una soluzione logica.