Vi propongono una parte in un film. Potete scegliere: preferite fare il buono o il cattivo? Io scelgo il buono: ho sempre sognato di essere Clint Eastwood nella trilogia di Sergio Leone.
Un buono si fa per dire, va bene. Un buono che ammazza come se masticasse tabacco. Eppure ho sempre avuto un debole per i buoni, più o meno veri. Tra Garrone e Franti, a scuola preferivo il primo. Mentre in Blade runner, tra l’investigatore Rick Deckard e il replicante Roy, il bellissimo romantico e violento Roy, ho sempre scelto Harrison Ford, anche se l’altro aveva “visto cose che voi umani…”. Umani buoni o umani cattivi? Il problema che dovremmo affrontare, dopo tanta letteratura e cinema, è infatti perchè mai i cattivi attraggano così tanto. Perché le dark lady seducono (anche se poi vengono arrestate)? Perché le ragazze continuano a innamorarsi dei bad boys? Riccardo Scamarcio, che del cattivo ragazzo ha la piena fisionomia, si chiama fuori. Dice che lui ha smesso con gli eccessi e le asperità . Lui ama, ricambiato.
Fa solo l’attore; è geloso; ha l’ansia. Altro che bad boy. Basta guardarlo in copertina: occhiali da duro ed espressione da romanzo criminale. Un tipico bravo ragazzo. Un ragazzo da sposare.
11 febbraio 2011