Ipocrisia e fascette, perchè tutelare la privacy del killer di Lodi?

Giovedì 12 settembre, ore 13.45. Il Tg1 ha appena mostrato le foto del killer di Lodi, Andrea Pizzocolo, il “contabile” quarantenne che ha strangolato una ragazza romena di 18 anni utilizzando le fascette di plastica usate di solito dagli elettricisti per fissare i cavi. L’agonia della vittima è stata filmata dal “contabile”. Tre ore di “snuff movie”, con l’ipotesi — fatta adesso dalla procura di Lodi — che l’uomo sia in realtà  un serial killer. Appena arrestato, Pizzocolo si era difeso dicendo che era stata una disgrazia, “un gioco erotico” finito male. In realtà  si potrebbe essere davanti a un fabbricante di filmati con vittime vere, destinati a un mercato malato e molto ricco.
Questo lo stato dei fatti. Con una particolarità , del tutto inspiegabile: nella foto del killer che il Tg1 (e gli altri organi di informazione) mostrano, gli occhi dell’uomo sono coperti da una striscia nera, come per tutelarne la privacy. Mentre la foto della vittima, l’unica che andrebbe davvero tutelata, appare ovunque integrale, senza coperture. La striscia sugli occhi dell’uomo l’hanno messa di certo i poliziotti, in ossequio a non so quale norma. Ma visto che adesso gli inquirenti stanno cercando altre sue vittime, non sarebbe il caso di mostrare il volto dell’assassino? Magari qualche vittima (scampata) potrebbe ricordare qualcosa.