Lo smog e i nostri figli – editoriale per Sette

Che hanno fatto di male i nostri figli? Di quali colpe si sono macchiati per essere puniti così severamente? Sulla durezza della pena non c’è alcun dubbio: li costringiamo a crescere in città  avvelenate, respirando polveri tanto sottili quanto pericolose. Pm10. Pm2,5. Sigle che oggi indicano problemi, e che per domani promettono solo guai. Queste polveri si depositano nel loro sistema respiratorio, pronte a scatenarsi contro corpi giovani e indifesi. Non sappiamo ancora che effetti avranno queste particelle sui loro organismi, e per la verità  neanche sui nostri.

Il test che abbiamo compiuto, con l’ausilio scientifico dell’Università  Bicocca di Milano, conferma che la situazione è completamente fuori controllo, almeno nella capitale del Nord. I valori medi sono tripli rispetto ai limiti di legge, e questo sforamento avviene ormai regolarmente. Si è bloccato il traffico per un paio di domenica: misura tipica e, se presa in solitudine, pressoché inutile. L’unico rimedio è la pioggia: ma si può vivere affidando la salute dei nostri figli alle previsioni meteo? Sarebbe necessario un piano anti-smog per tutta la pianura padana, vero epicentro dell’emergenza. Non c’è da avere molta fiducia. Il potere preferisce discutere di denaro e processi, di escort e ideologia. Qui c’è una generazione in pericolo. Una generazione di minorenni che nessuna telefonata notturna potrà  salvare.

novembre 2011