Un importante magistrato romano, durante una cena, racconta ai suoi ospiti che nella Capitale si sta combattendo una guerra. Una signora trasecola. “Scusi, quale guerra?”. Trenta e più omicidi dall’inizio dell’anno, risponde il magistrato. Molti sono frutto della violenza ordinaria di ogni grande città , spiega, i restanti — però — potrebbero essere collegati tra loro da un terribile filo nero: quello di uno scontro per la supremazia territoriale. Chi comanda nella mala romana? Quale associazione criminale avrà il sopravvento? Il ricordo corre alla Banda della Magliana, ma le prove di tutto questo per ora non ci sono. Esiste solo un sospetto, l’aria gelida del sospetto, sapendo poi come la Banda della Magliana — ben raccontata da De Cataldo in Romanzo Criminale — abbia partecipato alla storia peggiore del nostro Paese.
Comunque sia, l’effetto collaterale dell’escalation degli omicidi a Roma, e della presunta guerra sotterranea, c’è già : il fiorire di piccole gang etniche o di quartiere. Nessuno vuole qui dipingere Roma come una città fantasma in mano ai pistoleri. Ma certo è che in mancanza di controllo, le piccole schegge possono impazzire. Niente di nuovo; molto invece di che preoccuparsi. Lo sa anche il sindaco Gianni Alemanno, che ha fondato buona parte della sua campagna elettorale sulla sicurezza. Law and order. Cercasi a questo punto traduttore dall’inglese.
P.S. E’ stato lo slogan di Richard Nixon (1968) e dei laburisti di Tony Blair (1994), e significa “legge e ordine”. Infine è diventato un serial su NBC. Con miglior successo.
23 settembre 2011