Il vero traditore è nella tasca interna della vostra giacca. E’ lui quello di cui dovete aver paura, non il vostro partner. Ricordate: in caso di guai, vostro marito o vostra moglie potrà sempre perdonarvi, lui, lo spietato smartphone, no. Ricorda tutto e racconta tutto con assoluta indifferenza.
Certo, dipende molto da voi: se non scrivete messaggi o email compromettenti, e se non ne ricevete, potete dormire sonni tranquilli. Altrimenti sarà il caso che vi attrezziate. Un’enorme quantità di coppie saltano, oggi, per motivi digitali: telefonini spiati dal coniuge (è reato), account di posta violati da un compagno geloso (è reato)… Ma, come tutti sanno, in guerra come in amore tutto è lecito (non è vero). Comunque sia, il diffondersi dei mezzi digitali ha anche fatto aumentare in modo vertiginoso le tracce che lasciamo: tracce di noi e delle nostre amabili debolezze. Ci toccherà rassegnarci: comunichiamo di più, rischiamo di più. Belli i tempi in cui c’erano solo le cabine telefoniche… Ripensandoci, neanche quelli erano un granché. I disastri del protagonista del Falò delle vanità , il capolavoro di Tom Wolfe, cominciano proprio con una telefonata che per errore invece di fare all’amante lui fa alla moglie, chiamandola col nome dell’altra. Una telefonata da una cabina, del tutto analogica.
14 ottobre 2011